SCOIATTOLI 2010, Concentramento in casa CMO Ozzano

Molti allenatori di basket corrono il rischio di credere eccessivamente nella tattica a discapito di altre componenti fondamentali del gioco.

Un fattore importante da considerare in una squadra di basket è la crescita personale di ogni giocatore del roster: fattore difficilmente trascurabile quando si è istruttori di un gruppo minibasket.

La progressione umana di piccoli uomini che giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, imparano a conoscere un attrezzo (la palla da basket), un luogo (il campo da gioco) e a fidarsi, si spera, di alcune persone (i loro istruttori).

Questa progressione risulta evidente se si osserva con occhio attento, neppure tanto critico, il miglioramento che gli scoiattoli 2010 di Ozzano stanno avendo da ormai diversi mesi a questa parte.

Mi sia consentito di narrare in prima persona: ho conosciuto a settembre 2017 un gruppo di bimbi ancora incerti non solo e non tanto sotto il profilo tecnico quanto sotto il profilo caratteriale, fatto fisiologico dovuto all’età anagrafica dei protagonisti del nostro racconto.

Ho rivisto, in occasione del terzo concentramento della stagione 2018-2019, un gruppo di ragazzini che ha acquisito una grinta, una determinazione e una capacità di giocare insieme che ha sorpreso persino il sottoscritto.

A distanza di ormai qualche giorno mi tornano in mente due episodi, una difesa di squadra ben fatta che ha consentito ad Ozzano di recuperare palla contro una BSL molto in forma (i miei complimenti al gruppo dei bimbi in maglia verde e allo staff che li sta facendo crescere con grande competenza) ed un’azione offensiva corale contro la fortissima Imola, squadra piena zeppa di piccoli giocatori dal killer instinct innato (si direbbe oltre oceano…).

Naturalmente stiamo parlando di bimbi, con i loro alti e bassi e i loro ampi margini di miglioramento: in merito a questo, un brutto passaggio a vuoto nel corso della seconda partita contro BSL che ci ha costretto alla sconfitta ma poco importa.

Il minibasket è fatto soprattutto di queste cose, di alti e bassi, e sono proprio queste le situazioni che se gestite al meglio (con attenzione e rispetto verso i piccoli giocatori) portano alla crescita delle persone.

Secondario dunque il risultato sportivo, che pure non lascia mai delusi né i giocatori né gli addetti ai lavori di questo gruppo. Primario lo sviluppo, evidente, di tutti i bimbi.

Un ringraziamento va alla dirigenza minibasket del CMO di Ozzano, a Remo e Sergio in primis che hanno organizzato al meglio queste due giornate di concentramento, contribuendo in maniera attiva al miglioramento del gruppo. E anche agli altri allenatori che hanno dato una mano arbitrando o stando al tavolo.

Infine grazie ai genitori, persone che danno l’esempio e che mostrano come sia possibile far vivere a dei bambini la propria passione con serenità ed educazione.

Un esempio che di questi tempi si rende prezioso e necessario più che mai.