UNDER 18 ELITE IN FINALE, PAROLA AL COACH

“E’ bene avere una meta verso cui viaggiare ma alla fine è il viaggio che conta” diceva un vecchio saggio ed è esattamente quello che provo io adesso ripensando al nostro percorso a cui manca ancora un ultimo step.

Vorrei oggi non parlare di tabellini o parziali ma di questo viaggio scandito da tanti momenti, da tanti alti e qualche basso, da tante soddisfazioni e qualche dispiacere ma che abbiamo vissuto ormai da quasi 10 mesi fianco a fianco.
Mesi in cui i ragazzi hanno imparato ad accettarsi come compagni di squadra, imparato ad accettare anche noi come allenatori, imparato ad accettarsi tra di loro ognuno con i propri difetti, che guardate bene è la cosa più difficile, perché nell’altro hanno riconosciuto un simile, una persona che dà il proprio contributo a questa squadra senza tirarsi indietro.

E questa stagione è stata davvero lunga a ben pensarci, una delle più lunghe della mia carriera, partendo da quel 23 agosto nel pratone fuori dalPalaGira fino alla data ormai prossima del 9 giugno…

Sono quasi 10 mesi che devono ancora vivere l’atto finale, il più bello, ma se preferisco parlare oggi è perché so che dopo una finale non si riesce mai ad essere pienamente obiettivi e si è troppo condizionati dal risultato ed è colpa della nostra cultura sportiva che riduce tutto al risultato come se un episodio o una sconfitta cambiassero tutto quello che c’è alle spalle, come se facessero perdere di valore del percorso fatto o come se, viceversa, una vittoria potesse cancellare una brutta annata.

Purtroppo, o per fortuna, è tutto molto più complesso di cosi… ho vinto scudetti con squadre che non avevano nemmeno la voglia di mangiarsi una pizza assieme ed ho vissuto una retrocessione drammatica con un gruppo in cui, fino all’ultimo giorno, siamo stati fieri ed orgogliosi di scendere assieme sullo stesso campo a lottare.

Dopo una finale quindi, sia in un senso che nell’altro, si dimenticano le cose importanti quelle che voglio esprimere oggi e le cose importanti per me sono vederli cosi come li vedo ora, come li vedo da qualche mese a questa parte in allenamento, mai troppo seri…sempre allegri come devono essere…ma maturi davvero maturi che quasi non li riconosco.

Le cose importanti sono vedere i 2001 aver messo piede per la prima volta in un campionato dove affrontano gente più vecchia e mese dopo mese vederli prendere fiducia nei loro mezzi ed apprendere da quei 2000 che fra una partita gli consegneranno un virtuale testimone facendo di loro, l’anno prossimo, i veterani attorno a cui la squadra dovrà costruirsi.

Le cose importanti sono vedere quei 2000, ognuno nel suo piccolo, crescere di sicurezza, fiducia e responsabilità e ognuno di loro elevarsi ad un ruolo di maggiore responsabilità rispetto agli anni passati, una vera e propria presa di coscienza del proprio ruolo.

Le cose importanti sono state il crescere attraverso le sconfitte, sconfitte mai banali e soprattutto mai inutili, soprattutto le 2 finali a partire da quella con la Pontevecchio Eccellenza al Memorial Fantuzzi fino alla finale persa in volata da Roma al torneo in Toscana… una sconfitta questa solo nel risultato perché siamo usciti da quella partita diversi, migliori e con rafforzate certezze nelle nostre capacità.

Ma la cosa più importante è stata, una volta sfumata la possibilità di stare nella Top 6, darsi già nel lontano Gennaio un obiettivo, questo obiettivo che adesso abbiamo centrato ovvero quello di esserci a giocare la finale.

E questa è la vera crescita che ci portiamo dentro perché è solo di chi ha coraggio dichiarare un obiettivo, perché dichiararlo costringe a mettersi in gioco ed eventualmente dover ammettere il fallimento…

Chi dice “facciamo il massimo poi vediamo come va..” non cresce perché non mancherà mai un obiettivo ma mai lo raggiungerà perché non se lo era dato.

Noi invece, con ancora 30 squadre in gioco questo obiettivo ce lo siamo dati, tra di noi, nello spogliatoio, ma senza mezze misure, col rischio di fallire ed ora possiamo dirlo con gioia…. Ci siamo!

E permettetemi di dire che tutto ciò è stato possibile anche grazie ad un insieme di persone che adesso voglio ringraziare per esserci sempre stati: grazie alla società nelle persone di Gil, “Fiore” Luciano, la “Stefy” Stefania, “Cuzzo”, Remo, Marco Rivola, Marco che ogni mercoledi con grande cuore ci accompagnava a Monterenzio ed in generale a tutte le persone che aiutano questa società quotidianamente.

Grazie ai tifosi, genitori, fratelli e cani che sempre ci sono stati, ovunque… grazie anche alle pallavoliste della C che, solo entrando in palestra, han sempre fatto tirare fuori il massimo ai miei ragazzi anche e soprattutto negli ultimi 10 min di allenamento nonostante 2 lunghe e faticose ore di corsa il lunedi sera.

Grazie al mio assistente ed amico “Gigi” Dordei che finché c’è stato ha plasmato e formato questi ragazzi entrandogli nella testa e nel cuore e trasmettendogli la mentalità vincente, grazie a Davide che solo per pura passione mi ha supportato negli ultimi tempi quando, davvero in riserva, avevo più che mai bisogno di una spalla ed infine grazie a Giovanni con cui ho vissuto la terza stagione assieme e che è stato la mia costante certezza ed una presenza indispensabile della quale non posso a fare a meno.

Ed ora l’ultimo atto, tra due squadre che se lo sono ampiamente meritato, tra due squadre vincenti, che hanno dimostrato mentalità vincente e che, indipendentemente da chi piangerà domenica sera, mai e poi mai potranno dirsi sconfitte.

Ora godiamocela, proviamo a chiudere in bellezza, tiriamo fuori le energie che da qualche parte ci sono rimaste, non so da dove ma le tireremo fuori e le metteremo in campo, e soprattutto dimostriamo la nostra identità ancora una volta, dimostriamo chi siamo…poi sarà il campo a dirci il risultato.

Forza Flying Balls

 

Marcello Degli Esposti